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| Il quadro della Scaià consevato in parrocchia |
Nel giugno del 1896, quando era parroco di Marnate Don Giuseppe Airaghi, un fulmine colpì, senza causare morti, la chiesa Sant' Ilario durante un'importante funzione religiosa.
Nel 1985, venne stampato a cura dell'assessorato alla cultura il "Tacuèn da Marnà". In esso veniva riportata una importantissima testimonianza mai più riprodotta: la ricostruzione dell'avvenimento da parte di una testimone oculare dell'evento, la signora Emilia Cerana:
"Era la festa del Corpus Domini. Eravamo in chiesa, verso le 16, in attesa di iniziare la processione. Noi bambini, essendo a quel tempo la chiesa piccola, siedevamo sulla gradinata dell'altare. Io avevo quattro anni e mezzo. Improvvisamente una grande luce, un forte tuono, fiamme che scendevano dal soffitto, dall'alto del pilastro davanti alla cappella di San Teodolo, Vidi il curato che tentava di scendere dall'altare saltando la balconata. In chiesa era il finimondo. Poi non vidi più nulla. Venni creduta morta e una donna, "a Carulina dul Masela" mi prese in braccio per portarmi a casa. Nel tragittto verso casa, la donna passò inavvertitamente sotto una grondaia che traboccava acqua. Il getto d'acqua fu provvidenziale e mi fece rinvenire con grande sollievo di tutti, che mi ritenevamo ormai morta.
Di quel brutto momento, mi rimase per parecchi giorni un gonfiore alle mani e una gran paura a ritornare in chiesa."
Ricordiamo che la signora Emilia Cerana lavorò per molti anni, a partire dalla sua fondazione (1924), presso l'asilo di Marnate come cuoca e factotum. Abitò presso la "Curti dul Curadu", demolita negli anni Sessanta e localizzata dietro la chiesa di Sant'Ilario. Suo nipote, Giuliano Cerana, è stato un valente custode delle tradizioni storiche di Marnate che raccolse nel bel volume " Ul me car Marnà", edito dall'Amministrazione comunale nel 1981.
A ricordo del miracolo ogni anno, nel mese di giugno, a Marnate, si celebra la Festa della Scaià.
F. A.


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