giovedì 11 aprile 2013
mercoledì 10 aprile 2013
EDOARDO ZUCCATO: LA VITA IN TRAM
martedì 9 aprile 2013
FAGNANO OLONA: SOCIETA' DI MUTUO SOCCORSO
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| Il frontespizio del rendiconto annuale della Società di mutuo soccorso tra gli operai ed agricoltori (archivio Giani) |
La pubblicazione del rendiconto della Società di mutuo soccorso ci permette di fare qualche osservazione sull'inflazione. Per imbiancare un locale la società spese 10 lire. La cifra oggi corrisponde a circa 83.000 lire, ovvero 40 €. Se invece utilizziamo il costo di 2,9 grammi d'oro, ovvero la quantità di fino contenuta nella moneta da 10 lire d'oro che allora circolava (mezzo marengo), il costo dell'imbiancatura sarebbe di circa 120 € (calcolando 40 € al grammo il costo dell'oro). Possiamo quindi affermare che l'oro mantiene su archi temporali lunghi il suo valore. L'operaio che avesse conservato le sue 10 lire in monetine di metallo "volgare" o in cartamoneta oggi si troverebbe mezzo centesimo di euro. Non riuscirebbe ad acquistare nulla. Se si fosse fatto pagare con 10 lire in oro, il mezzo marengo, oggi avrebbe 120 €.
lunedì 8 aprile 2013
"IL SEPRIO" DI MATTEO COLAONE
sabato 6 aprile 2013
"VERGHERA COM'ERA" DI MARIO PURICELLI
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| Mario Puricelli, Verghera com'era, Samarate, Amministrazione comunale, 1997 (?). In copertina Mario "Patulut" e Geni "Badulen". |
La pubblicazione da parte dell'Amministrazione comunale di Samarate del libro di Mario Puricelli "Verghera com'era" risale alla fine degli anni Novanta, indicativamente la data dovrebbe essere il 1997, durante il secondo mandato dell'amministrazione di Renato Chilin. Il libro, come riconosce lo stesso Puricelli, non ha una struttura organica. Questo però non ne inficia la bellezza, ma lo rende simile un grande racconto orale. Ma non è questo il pregio migliore del libro che è invece la capacità di Puricelli di raccontare Verghera e di rendere interessante il contenuto del libro ad un pubblico molto più vasto. Dal lavoro di Puricelli pubblichiamo un breve "ricordo/racconto", "Ul camp di cent pertigh".
venerdì 5 aprile 2013
PIETRO MACCHIONE, MAURO GAVINELLI: OLONA, IL FIUME, LA CIVILTA', IL LAVORO
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| Pietro Macchione, Mauro Gavinelli, Olona, Varese, Macchione, 2001 |
E' invece certo che l'Olona è un fiume importante: lungo il suo corso si è sviluppata la storia della provincia di Varese e dell'Altomilanese, nelle sue acque per secoli si sono specchiate le vicende umane delle nostre popolazioni dai confini con la Svizzera al capoluogo lombardo. Una delle definizioni più felici, da questo punto di vista, è "Olona fiume di civiltà": una definizione che si basa sull'antico e proficuo legame esistente tra le sue acque e gli abitanti del territorio dove scorre. Una valle ricca di storia, che è possibile ripercorrere a ritroso, partendo dalle testimonianze della rivoluzione industriale che ne cambiò il volto nella seconda metà del secolo scorso, indietro fino all'epoca dei mulini da grano e, ancora, fino alle vicende del Contado longobardo del Seprio. Un itinerario scandito da scoperte sorprendenti: vecchi stabilimenti dismessi o tutt'ora funzionanti, veri e propri monumenti di archeologia industriale, mulini, ponti, castelli, località straripanti d'arte quali Castiglione Olona e Castelseprio". Tratto dal volume "Olona, il fiume, la civiltà, il lavoro"
giovedì 4 aprile 2013
MARNATE: "MARNAEL"
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| Marnael, contrada di Marnate, nel 1954 |
Quando Marnate era un piccolo borgo, la parte sud del paese, divisa dall'odierna via Indipendenza da orti e campi e corrispondente all'attuale via italia, era chiamata "Marnael" ovvero piccola Marnate. Negli anni 70/80 alcuni cortili sono stati abbattuti per fare posto a condomini.
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| La contrada "Marnael" di Marnate nel catasto del 1858 |
martedì 2 aprile 2013
MUSSOLINI: LA SALMA NASCOSTA
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| La copertina della prima edizione del saggio. Nella foto di copertina il Convento dei frati Cappuccini di Cerro Maggiore |
Il saggio, curato dal Servizio cultura del Comune di Cerro Maggiore, edito nel 2004, e successivamente ristampato nel 2007 dall'editore Vaccari, ha chiarito l'ultimo punto oscuro della vicenda umana di Benito Mussolini.
Scritto dal giornalista Fabio Bonacina, ricostruisce le vicende della salma del Duce che, trafugata dal cimitero di Musocco di Milano, fu celata dal 1946 al 1957 presso il convento dei frati Cappuccini di Cerro Maggiore.
Il libro fu presentato al pubblico il 13 marzo 2004 nella sala consiliare del comune di Cerro Maggiore. Oltre a Bonacina, tra i relatori della conferenza, gli storici Giorgio Galli e Adolfo Mignemi.
Una copia del libro è presente presso la Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti.
Il libro fu presentato al pubblico il 13 marzo 2004 nella sala consiliare del comune di Cerro Maggiore. Oltre a Bonacina, tra i relatori della conferenza, gli storici Giorgio Galli e Adolfo Mignemi.
Una copia del libro è presente presso la Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti.
lunedì 1 aprile 2013
CERRO MAGGIORE: LA CHIESETTA DI SAN FRANCESCO
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| La chiesetta di San Francesco in vicolo Albuzzi a Cerro Maggiore (olonaweb marzo 2013) |
La chiesetta risale al 1500. Il committente fu Francesco Crivelli che la volle per dare un luogo di preghiera per gli anziani del su ospizio. Attualmente è sede di un magazzino.
giovedì 28 marzo 2013
BIBLIOTECA MARNATESE
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| Giuliano Cerana, (mappe catastali a cura di Giampiero Bonnet) Marnate, Amministrazione comunale, 1981. |
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| Autori Vari, Marnate, Amministrazione comunale. Primi anni 80. |
mercoledì 27 marzo 2013
CERRO MAGGIORE: CHIESA SANTI CORNELIO E CIPRIANO
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| Cerro Maggiore: la chiesa Santi Cornelio e Cipriano (olonaweb) |
La chiesa, in stile barocco, è opera dell'architetto milanese Giovanni Angiolo Gaslini e risale al 1739. Tra il 1967 e il 1969 la chiesa fu ampliata per volontà di Don Vittorio Branca.
martedì 26 marzo 2013
"MARNATE" DI GIULIANO CERANA
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| La copertina del libro di Giuliano Cerana "Marnate" (olonaweb) |
Nel 1981 il Comune diede alle stampe "Marnate" di Giuliano Cerana (con la collaborazione di Gianpiero Bonnet per le mappe catastali). La ricerca, fondamentale per conoscere Marnate e la sua storia, raccoglie leggende, vecchie fotografie, mappe catastali, tradizioni, poesie, disegni nonché un breve dizionario marnatese. L'Autore, nella sua introduzione scriveva:
"Il luogo dove si è nati o dove le vicende della vita hanno portato a vivere, ha un posto preminente nell'animo di ogni persona. Un angolo di muro, una vecchia casa in fondo ad una via, diventano pian piano parte di se stessi. Il giorno in cui il piccone demolitore li fa scomparire per far posto ad altri muri, ad altre case, che col passare del tempo faranno parte dell'intimo di altre persone, si ha lo stesso vuoto della dipartita di un caro amico."
Non era solo la sintesi del suo lavoro di ricerca, ma quello della sua vita. Se a Marnate incontrate Giuliano chiedere direttamente a lui del "pozzo del Barbarossa", del "Gibuti", dei nomi ormai dimenticati degli antichi aratori...
lunedì 25 marzo 2013
ELETTRORASOIO BTICINO
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| Raro elettrorasoio vintage con marchio bticino. Anni Novanta.(olonaweb) |
L'elettrorasoio che presentiamo, alla luce della produzione bticino, fu probabilmente un'eccezione legata ad un'operazione di marketing per sfruttare il marchio di fabbrica, molto conosciuto. Esso fu infatti prodotto in Austria. Il modello non ha un nome, ma riporta, all'interno del corpo del rasoio, la seguente dicitura Famulus type R 75. Rimane comunque una testimonianza della vivacità dell'azianda varesina.
domenica 24 marzo 2013
MARNATE: GESA MADONA
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| Marnate: Gesa Madona (olonaweb 16 marzo 2013) |
Gesa Madona è il nome con cui i marnatesi chiamano la chiesa Santi Pietro e Paolo. Vi è anche una terza denominazione che è Santa Maria in Piazza. Il luogo di costruzione, come indica Giuliano Cerana, faceva parte delle opere difensive del porto fluviale e della strada che portava alle Gallie. La chiesa fu probabilmente costruita nel 1200 e fu la parrocchiale sino all'edificazione della chiesa di sant'Ilario.
sabato 23 marzo 2013
RICORDO DI FELICE MUSAZZI
E' il 1946. Un uomo con il suo misero fardello ritorna dalla Russia alla sua città. La guerra e la prigionia si sono prese sei anni della sua gioventù. Ma la vita continua e lui, Felice Musazzi, come tanti altri, riprende il suo lavoro.
Nelle sere povere della ricostruzione, per amore e per istinto, ricomincia a recitare sulle tavole di legno sconnesse dei teatrini parrocchiali. Giunge così l'inverno del '48. Musazzi scrive il canovaccio di "Un dì nacque Legnarello". Sulla scena, come per incanto, sale, surreale e irresistibile, Teresa.
La sua storia di donna è segnata indelebilmente da secoli di sacrifici, di cene a base di polenta e pan negar. E il distillato di cento Terese che già hanno calcato le scene su miriadi di palchi di fortuna della Lombardia, quando la televisione non c'era e la vita non era ancora virtuale.
Felice Musazzi recita con il cuore. Il suo io individuale viene come accantonato e cavalcato dalla maschera. Musazzi non è più Musazzi, ma Teresa che domina ogni sua smorfia, muscolo, pensiero.
La gente subito si identifica, si riconosce accomunato a lei, sia di fronte alla sua grazia e al manifestarsi del bello, ma anche di fronte alle miserie dei difetti umani che Teresa esibisce senza scomporsi. L'imitazione artistica trova infatti la sua ragione fondamentale nel tentativo di dominare il dolore.
Teresa ansima, piange, ride, si getta senza timore nell'esaltante quanto epica lotta della vita quotidiana. Con un gesto trasforma la nuda realtà, dona una storia a uomini senza storia, condannati a torto o a ragione ad un ruolo di scomparse. Il suo campo di battaglia è il cortile, inferno e paradiso dei "pover crist". C'è rabbia e poesia nella sua vita. La sua ignoranza è disarmante, commovente la sua saggezza, cruda la sua protesta.
E il successo. Recita dopo recita la gente si stringe affettuosamente intorno all'ultima maschera del teatro lombardo. L' unica vera del teatro contemporaneo, alla faccia dei tanti "intellettuali" che l'hanno sempre liquidata con due righe di supponenza.
Eppure Musazzi/Teresa con quello straordinario mezzo di comunicazione che è il teatro è riuscito a parlare al cuore del popolo di cottimi, confessioni, scioperi, sposalizi e funerali come il più grande dei poeti.
giovedì 21 marzo 2013
MARNATE: LARGO GIOVANNI XXIII
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| Marnate: il vecchio cortile di proprietà della Parrocchia (archivio Giuliano Cerana) |
Largo Giovanni XXIII è uno snodo "strategico" di Marnate. Nel tempo ha subito parecchi cambiamenti, da ultimo l'abbattimento del vecchio cortile posto all'inizio della via don Luigi Spotti.
mercoledì 20 marzo 2013
OLGIATE: LA CHIESA DI SANT'ANTONIO A MONCUCCO
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| Olgiate Olona, il campanile della chiesa di Sant'Antonio (olonaweb) |
martedì 19 marzo 2013
L'ASILO SAN LUIGI DI MARNATE
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Suor Severina, i bambini e Emilia Monza (detta Mileta), la cuoca dell'Asilo di Marnate. Suor Severina Caverzasio nacque a Rodero, in provincia di Como, il 7 luglio 1902. Consacrata suora a 24 anni, Suor Severina arrivò a Marnate nel 1937 e vi restò 36 anni, fino alla morte, avvenuta il 16 marzo del 1973. (archivio Olonaweb)
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L'asilo infantile San Luigi di Marnate entrò in funzione nel 1924 grazie al parroco Don Luigi Spotti e al lascito di un marnatese emigrato negli Stati Uniti, Carlo Vanetti. Successivamente don Paolo Scazzosi lo ampliò facendo costruire il refettorio. In effetti andrebbe chiamato "Scuola dell'infanzia paritaria", ma a me piace ricordarlo con il nome con cui è stato chiamato per tanti anni dai marnatesi. Sin dalla sua nascita l'Ordine delle religiose che ne ha assicurato con grande impegno il funzionamento è stato quello delle Figlie di Nostra Signora della Misericordia, fondato da Santa Maria Rossello.
Nei primi anni Settanta, quando frequentai l'asilo di Marnate, l'organizzazione della scuola era semplice e non si discordava molto da quella dei decenni precedenti. Le sezioni erano tre, "piccoli", "mezzani" e "grandi". All'ingresso mattutino era possibile acquistare qualche dolciume. Se ricordo bene costavano 10 lire (ovvero mezzo centesimo di euro). Ogni bambino portava il suo cestino con il "secondo", generalmente un panino farcito, in quanto la mensa della scuola forniva solo il "primo". Personalmente ricordo solo minestra che, tutto sommato, non era male.
Un'importante tradizione andata ahimè persa era la partecipazione dei "grandi" ai funerali. Ci mettevano una mantella nera e in fila raggiungevamo la chiesa sant'Ilario dove assistevamo alla funzione religiosa. Fino a qualche anno prima i bambini accompagnavano il feretro anche per un breve tratto di strada. Era a mio parere modo per dimostrare la continuità della Vita e della Comunità.
Ricordare tutte le suore che hanno prestato la loro opera presso l'asilo è impresa ardua. Rammento, a nome di tutte, le religiose presenti durante i miei anni di frequenza della scuola: Suor Serafina, la Superiora, suor Saveria, la cuoca, suor Severina, la decana dell'asilo, suor Antonia che teneva anche i corsi di taglio e cucito. A loro un ringraziamento per tutto quello che hanno fatto per la nostra comunità.
Nei primi anni Settanta, quando frequentai l'asilo di Marnate, l'organizzazione della scuola era semplice e non si discordava molto da quella dei decenni precedenti. Le sezioni erano tre, "piccoli", "mezzani" e "grandi". All'ingresso mattutino era possibile acquistare qualche dolciume. Se ricordo bene costavano 10 lire (ovvero mezzo centesimo di euro). Ogni bambino portava il suo cestino con il "secondo", generalmente un panino farcito, in quanto la mensa della scuola forniva solo il "primo". Personalmente ricordo solo minestra che, tutto sommato, non era male.
Un'importante tradizione andata ahimè persa era la partecipazione dei "grandi" ai funerali. Ci mettevano una mantella nera e in fila raggiungevamo la chiesa sant'Ilario dove assistevamo alla funzione religiosa. Fino a qualche anno prima i bambini accompagnavano il feretro anche per un breve tratto di strada. Era a mio parere modo per dimostrare la continuità della Vita e della Comunità.
Ricordare tutte le suore che hanno prestato la loro opera presso l'asilo è impresa ardua. Rammento, a nome di tutte, le religiose presenti durante i miei anni di frequenza della scuola: Suor Serafina, la Superiora, suor Saveria, la cuoca, suor Severina, la decana dell'asilo, suor Antonia che teneva anche i corsi di taglio e cucito. A loro un ringraziamento per tutto quello che hanno fatto per la nostra comunità.
sabato 16 marzo 2013
MARNATE: LA CHIESA DEL LAZZARETTO
venerdì 15 marzo 2013
RESCALDINA: CHIESA DI SAN GIUSEPPE ALLA CASCINA PAGANA
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| La chiesa di San Giuseppe alla cascina Pagana di Rescalda (olonaweb marzo 2013) |
La chiesa si trova a Rescalda sulla strada che porta a Marnate. La costruzione risale al 1715 circa e con molta probabilità fu edificata su di un precedente luogo di culto. Nella parte retrostante della chiesa vi è un edificio di più antica fattura, probabilmente un piccolo convento. Nella chiesa è conservata una tela settecentesca che rappresenta la Sacra Famiglia.
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| Particolare del campanile della chiesa di San Giuseppe alla Pagana di Rescalda (olonaweb) |
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| Particolare della Chiesa di San Giuseppe alla Pagana di Rescalda (olonaweb) |
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| Particolare della chiesa di San Giuseppe alla Pagana di Rescalda |
giovedì 14 marzo 2013
Marnate: Piàza Madóna
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| Piàza Madóna a Marnate negli anni Sessanta |
Piàza Madóna
Mi ta ricordu tantu tempu fá
quandu in tera l'ea tuta una rizá
in gir i bicicleti, un quai car cunt'i i bӧ
senza ul semafur e ul stop cumé in cӧ
Quandu al piuea, ... da a via Pruspian
ga vignea gió una rongia che pian pian
in mezu a piáza la sa slarghea
e versu a val gió la sa perdea
Quandu l'ea invernu, una sputuga la diventea
e gió a scarligá, ca ta parea
a ves al "Palazi dul Giasc" a fa ul campiôn
cunt'i zoquar par patin; una cursa, e via a tumburlôn.
Quanti partidi a rèla e a bugeti
a tucás, curás a dré, tirá i tuleti
a bandea, fin quandu l'ea scür
e na quai volta burla gió e speás su chi sass dür.
Ai disan che adès ai faren sü
ӧa, da mür, una palestra par a gioventü
quatáa, cunt'ul riscaldamentu, na roba bela, propri bóna
i doci, ul "Tartam", granda, forsi anca a tribuna.
Ma par chi la fáa ul fiӧ in Piàza Madóna
una palestra bela cumé ti ga ne nisuna.
Giuliano Cerana
lunedì 11 marzo 2013
MARNATE: VIA ROMA
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| Via Roma di Marnate negli anni Cinquanta |
L'Olona...
come una carezza
passava limpida per un mulino
anche per Marnate
Ricordo...
le risate da cortile
le strilla dei bambini
il muggito-il buon latte
Oggi...
miele d'asfalto per ingordi
e... odore di tanta gente
dal ronzio gommato
(Ernani Santambrogio, Via Roma 47)
domenica 10 marzo 2013
IL CASTRUM DI CASTELSEPRIO
Il complesso fortificato di Castelseprio faceva parte delle difese romane contro le penetrazioni dei popoli germanici. Successivamente fu occupato dai Goti e quindi dai bizantini. I Longobardi ne fecero un importante centro amministrativo sede di Ducato. La fortificazione fu distrutta nel 1287 dopo la sconfitta dei Torriani da parte dei Visconti. All'interno del complesso vanno segnalati: il complesso basiliacale di San Giovanni, la chiesa di San Paolo, il convento di San Giovanni che ospita un piccolo museo. A sud del Castrum il monastero di Torba. Fuori dalle mura del Castrum la chiesa di Santa Maria "Foris Portas". Ad entrambi abbiamo dedicato un singolo post.
sabato 9 marzo 2013
GORNATE OLONA: LA CHIESA DI SANTA MARIA DEGLI ANGELI
| La chiesa di Santa Maria degli Angeli in località Biciccera a Gornate Olona (archivio olonaweb marzo 2013) |
La chiesa di Santa Maria degli Angeli si trova in località Biciccera ed è posta nella giurisdizione della Parrocchia di Castiglione Olona.
| La chiesa di Santa Maria degli Angeli in località Biciccera a Gornate Olona (archivio olonaweb marzo 2013) |
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