Grazie al lavoro di ricostruzione storica della ricercatrice Laura De Marchi, autrice del saggio "L'Archivio ritrovato del Monastero di Santa Maria Assunta di Carate", siamo in grado di pubblicare il contenuto di tutti i documenti notarili del Monastero di Cairate riferiti a Marnate.
Il Monastero benedettino di Santa Maria Assunta fu fondato dalla nobile longobarda Manigunda nel 735. Fu il più importante centro religioso medioevale della provincia di Varese. Possedeva numerose proprietà in tutta la provincia di Varese, fra cui numerosi mulini lungo il fiume Olona. Il Convento, dopo oltre mille anni di storia, fu soppresso nel 1799 dai francesi e i suoi beni venduti per finanziare l'occupazione militare della Lombardia e le guerre napoleoniche.
Precisiamo, al fine di rendere meglio comprensibile la lettura del testo dei documenti che una investitura livellaria (derivata dal contratto di livello, dal latino libellus, il "libretto" su cui si scriveva l'accordo) era un contratto agrario a lunghissimo termine, molto diffuso in Italia dal Medioevo fino all'epoca moderna. Con questo atto, un grande proprietario terriero (in questo caso il monastero delle monache Cairatesi) concedeva a un soggetto, il livellario, (prendiamo ad esempio i documenti riferiti ad Antonio Crespi) il diritto di godere, abitare e coltivare un terreno (il prato Longone e il bosco alla Valle a Marnate) per un tempo lunghissimo, spesso per 29 anni rinnovabili o per diverse generazioni. In cambio, il livellario si impegnava a: migliorare il fondo o mantenerlo in ottime condizioni produttive. Pagare un canone annuo (detto censo o livello), che poteva essere versato in denaro o più frequentemente in natura (prodotti agricoli). Era una formula giuridica molto simile all'enfiteusi, utilizzata dagli enti ecclesiastici per far fruttare i propri immensi patrimoni senza dover gestire direttamente i lavori nei campi.
Nel linguaggio giuridico antico, il "confesso" (dal latino confessio) indica invece una ricevuta di pagamento o una quietanza formale. Era l'atto notarile con cui il proprietario (le monache) dichiarava e "confessava" di aver ricevuto dal livellario (la famiglia Crespi) il pagamento del canone dovuto per l'uso dei terreni. I documenti mostrano la perfetta storia gestionale di quei terreni a Marnate attraverso i secoli: 17 giugno 1505 (Investitura livellaria): Il monastero di Cairate assegna ufficialmente il prato e il bosco ad Antonio Crespi. 26 ottobre 1516 e 1518 (Confessi): Vengono registrate le quietanze notarili. Dimostrano che la famiglia Crespi stava pagando regolarmente l'affitto delle terre alle monache. 1617 (Rinnovo contratto): A distanza di oltre un secolo, la famiglia Crespi (o i suoi eredi) rinnova lo stesso contratto livellario con il monastero. 20 marzo 1727 (Fascicoletto misura): Una perizia tecnica con le misurazioni precise dei confini e dell'estensione dei beni.
La pertica milanese corrisponde a circa 654,5 metri quadrati. Un campo di 44 pertiche corrisponde ad un quadrato di circa 169 metri per lato, pari a 4 campi da calcio regolamentari. Una pertica corrisponde all'incirca alla grandezza di un campo da tennis.
Più complessa è la ricostruzione del potere di acquisto del denaro medioevale. Possiamo ipotizzare che 60 lire del 1505 corrispondano a circa 7.000 euro odierni.
Molti dei terreni citati si trovano in Valle. Erano i più pregiati in quanto potevano essere irrigati con le acque del fiume. Ricordiamo a questo proposito che negli anni 90 la Provincia di Varese sfregiò in maniera irreparabile la valle di Marnate/Olgiate con la costruzione del depuratore, esteticamente un obbrobrio e con la distruzione dei prati irrigui.
Ecco l'elenco dei documenti:
📜 Cronologia Storica
1496 | Facoltà concessa alle monache di Cairate da duca Sforza per poter dare a livello a Gio Andrera Balbi un terreno, detto il Prato Grande, di circa 44 pertiche, sito in territorio di Marnate.
1505 | Investitura livellaria fatta dalle monache di Cairate ad Antonio Crespi di un prato, detto Prato Longone, di circa 43 pertiche, con annesso bosco, detto 'alla valle di Prospiano'. I beni sono siti in Marnate. Il livello prevede un obbligo annuo di lire 60.
1505 | Lunedi 1 dicembre 1505: investitura di beni, costituiti da terreno, 'nel luogo di Marnate e vicino a Prospiano', con annesso bosco. Il notaio descrive minuziosamente i confini: a mane (est) una strada con accesso, a sera (ovest), in parte il fiume Olona e in parte eredi di Ambrogio Balbi, a meridie (sud), eredi del fu Ottone. Annesso al terreno un bosco, confinante con le proprietà del fu Francisco Comiti e dei Conti di Prospiano. Nel manoscritto compaiono i nomi della badessa del Monastero di Cairate e di Ottone de Balbis (Balbi), con cui precedentemente le monache cairatesi avevano stipulato patti e convenzioni. L'atto di investitura è sottoscritto in favore di Antonio Crespi (Crispus).
1516 | Confesso fatto dalle madri di Cairate 'alli consorti Crespi' per livello di beni in Marnate. Negli antichi manoscritti il termine 'Consorti' indica spesso i membri della stessa famiglia che detenevano e amministravano insieme un patrimonio indiviso.
1518 | Confesso sottoscritto dalle monache di Cairate in favore di Nicolo' Crespi per livello di beni siti in Marnate.
1520 | Ulteriore confesso per livello di beni in Marnate in favore di Nicolo' Crespi.
1521 | Altro doc. che conferma livello a Nicolo' Crespi. Il manoscritto è in discreto stato di conservazione ma la calligrafia è difficilmente interpretabile.
1554 | Dal libro maestro del monastero di Cairate, nella parte riguardante i beni in Marnate e Prospiano: Alberto Crespi paga lire 60 per livello prati.
1566 | Mulino dei Balbi: Gian Filippo e fratelli Balbi.
1608 | Catasto Ing. Barca: Superficie irrigata in territorio di Marnate risulta di 568 pertiche totali, è menzionato un solo mulino con 5 rodigini tassati lire 10.
1610 | Dal libro maestro del monastero di Cairate, nella parte riguardante i beni in Marnate e Prospiano: Gio Giacomo Crespi paga lire 60 per livello prati.
1610 | Licenza concessa dalle Madri di Cairate a Gaspare de Monsignore al fine di poter alienare l'utile dominio dei prati situati in Marnate.
1617 | Caducità protestata dalle monache di Cairate ai consorti Crespi per il livello dei prati siti in territorio di Marnate, così come in Prospiano.
1618 | 'Recognizione' (azione di accertamento) fatta dal Reverendo Aurelio Prandone, lettore nella Chiesa metropolitana di Milano ai consorti Pietro Paolo e Alberto Crespi, in merito dei beni in Marnate e Prospiano. La somma annua dovuta e di è lire 60. L'atto di recognizione risulta rogato dai Notai Ercole Pairana e Gio Pietro Calla.
1618 | Dal libro maestro del monastero di Cairate, nella parte riguardante i beni in Marnate e Prospiano: Pietro Paolo Crespi paga lire 60 per livello prati.
1628 | Dal libro maestro del monastero di Cairate, nella parte riguardante i beni in Marnate e Prospiano: per metà paga 30 lire Pietro Paolo Crespi, per l'altra metà pagano 30 lire il Reverendo Girolamo e i fratelli de Monsignori di Busto Arsizio.
1632 | Dal libro maestro del monastero di Cairate, nella parte riguardante i beni in Marnate e Prospiano: figli di Gio de Monsignori pagano lire 60 per livello prati.
1675 | Dal libro maestro del monastero di Cairate, nella parte riguardante i beni in Marnate e Prospiano: Maddalena de Monsignori pagano lire 60 per livello prati.
1727 | 20 marzo: Misura delle proprietà delle monache cairatesi in Marnate e Prospiano, eseguita da Ambrogio Francesco Mazzucchelli, Agrimensore Collegiato di Milano. I beni sono livellati in parte ai Marchesi Terzaghi di Gorla Inferiore e in parte al beneficiato della Cappellania eretta nella Chiesa parrocchiale di Olgiate Olona Gio Landriani.
1727 | 30 maggio: misura totale delle proprietà delle monache di Cairate in territorio di Marnate e Prospiano: 145 pertiche.
1747 | 9 maggio: vendita fatta da Gaspare Terzaghi a Gio Paolo Molli dei beni siti in Marnate.
1748 | Atti della causa tra il Monastero di Santa Maria Assunta di Cairate e i Terzaghi-Molli.
1752 | Ricognizione a favore di Gio Paolo Molli per 'quel livello che si dice di sole lire 45'.
1755 | 27 giugno: copia instrumento di ricognizione per i terreni di Marnate e Prospiano, dati a livello a Gio Paolo Molli, che ha acquistato da Gaspare Terzaghi, con atto rogato dal Notaio Collegiato di Milano, Giuseppe Maria Curione.
1772 | Mappa Ing. Gaetano Raggi: in territorio di Marnate è menzionato un solo mulino, di proprietà del sig. don Antonio Cottica o Cuttica.
1805 | Scritture attinenti ai beni situati in Marnate e Prospiano: livello in origine di lire 60 annue, ora di lire 45, dovuto da Luigi Castelli, successo a Paolo Molli, sopra i beni in territorio di Marnate e Prospiano.
F. A.

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